Educazione
Equiparazione dell'offerta formativa e degli organici della scuola dell'obbligo italiana ai parametri delle migliori realtà europee (Germania, Francia, Svezia). La scuola pubblica deve essere conseguentemente finanziata. Gli organici (insegnanti e personale ausiliario) vanno formati, aggiornati e retribuiti secondo la media europea. Le scuole paritarie riconosciute, oltre ad uniformarsi ai programmi minimi e allo standard educativo, non possono in nessun modo valersi di contributi pubblici, siano essi statali o locali, come da dettato costituzionale. L'insegnamento della o delle religioni compete la sfera personale e privata, qualora sia manifesta l'intenzione delle famiglie di avvalersene la scuola può attivare corsi extracurriculari oltre il normale orario scolastico, senza che il profitto o la frequenza degli stessi rientri in alcun modo nel giudizio sull'allievo: gli insegnanti sono abilitati dal Miur e retribuiti in quota parte dalle famiglie che si avvalgono del servizio. Il Miur attiva in ogni Istituto Comprensivo almeno un plesso per ogni ordine (materna, primaria, secondaria di primo grado) con tempo scuola normale a 30 ore ed almeno uno con tempo scuola pieno a 40 ore. E' necessario un piano quinquinnale di offerta pubblica di asili nido (e scuole materne) che aumenti la quota di frequentanti dall'attuale 20% al 50%, con rette proporzionate al reddito famigliare e deducibili in toto dalle dichiarazioni dei redditi.
L'educazione specialistica e universitaria pubblica va riformata nella direzione di una maggiore qualità, del merito, della dinamicità. Le università possono avvalersi del concorso finanziario dei privati, accoglierli nei cda, incentivare le commesse private di ricerca. Tutte le assunzioni dei docenti di qualunque grado fino ad ordinario sono valutate e proposte da commissioni scientifiche partecipate da professori di università straniere nella misura di almeno il 30% e basate unicamente su meriti curriculari (principalmente l'attività didattica, le pubblicazioni e l'attività scientifica continuativa). Chi non alimenta sufficientemente e continuamente questi ultimi decade, come chi non raggiunge un monte ore di insegnamento adeguato, come chi non attrae un numero sufficiente di iscritti al proprio corso per 3 anni consecutivi. Nessun docente può considerarsi idoneo per assunzioni in atenei che accolgono un loro familiare. Qualunque docente abbandona inderogabilmente la cattedra che detiene al compimento del 65° anno di vita. Va semplificato ed incoraggiato l'inserimento di studenti e docenti non italiani (via borse di studio e facilitazione permessi di soggiorno) come l'obbligatorietà del soggiorno e studio/insegnamento dei docenti universitari italiani in università straniere per un numero minimo di 3 anni. Qualunque attività di insegnamento di docenti senza cattedra (dottorandi, ricercatori, assistenti, ecc.) va riconosciuta curricularmente e retribuita adeguatamente. Lo Stato concorre con i finanziamenti a calmierare le tasse universitarie e predisporre borse di studio per quegli studenti meno abbienti che risultino in regola con gli esami sostenuti e con le votazioni ottenute: ai fuoricorso, come a chi non ottiene una media voto adeguata, si applicano rette non sostenute dai finanziamenti statali. Gli edifici universitari e i luoghi di studio connessi devono potenziare ed allungare gli orari di accesso. Va sostenuta e tutelata adeguatamente la produzione e commercializzazione di brevetti, di origine universitaria, i cui benefici vanno ripartiti percentualmente tra ricercatore/ricercatori, università/dipartimento di appartenenza e Miur che obbligatoriamente reinveste nel sostegno alla produzione di brevetti.

sante parole!
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