dimanche 4 septembre 2011

Evasione, stupore, decadenza

Articolo di Tinti su Il Fatto Quotidiano:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/03/ci-sono-principi-talmente-ovvii-che-a-nessuno/155006/

Mio commento...

Sono stupefatto, davvero! Non avrei mai immaginato il profluvio di posizioni, eccezioni, dubbi, accuse, benaltrismo contenuti e sottesi ai tanti interventi. Articolo ineccepibile, ipotesi ragionevoli, soluzioni di buon senso…mi sembra così logico! Non mi passa per la testa neanche lontanamente di schifare sdegnosamente la delazione, di provare vergogna per desiderare infine che chiunque, in qualunque situazione si trovi, concorra al fardello generale (visto che beneficia dei vantaggi sociali generali, per quanto spesso inefficienti), di evocare la privacy, di parlare invece di amministratori e burocrazia che mangiano e sprecano e se più ne avessero più sprecherebbero… Se leggo cose così sul sito del Fatto, a commento di Tinti, vuol dire che questo paese e la sua decadenza sono semplicemente irrimediabili. Tutti dobbiamo pagare tutto per godere di tutto, semplicissimo: chi non si adegua va punito in maniera esemplare, chi amministra e spreca va punito in maniera esemplare e poi agli elettori spetterà punirlo perché non perpetui i danni, chi si sente danneggiato deve denunciare, chi deve perseguire persegua, e via così… Utopia?!? Cominciamo tutti a richiedere fatture e scontrini, SEMPRE, anche quando non ci conviene e ci si guarda male. Cominciamo a farci attivi promotori pubblici dei vizi e dei comportamenti dubbi o illegali o immorali di qualsiasi eletto, di qualsiasi colore. Cominciamo a rendere pubblico, con orgoglio, su un blog personale o dove volete voi, il nostro reddito annuale, grande o piccolo che sia, invitando chiunque ci circonda a fare altrettanto. Di cosa abbiamo paura? Dei sequestri, come ipotizzò un ridicolo Grillo tre anni fa con il caso Visco? Insista Tinti, la prego. Anzi, mi indichi lei il modo e cominciamo noi due (e chi vorrà seguarci) ad urlare al mondo intero quanto abbiamo di imponibile (o reddito, comunque). Delirio…?!?


lundi 30 mai 2011

Envie d'Allemagne

Des ministres sortent en vélo, d'autres marchent vers chez eux, on éteint les lumières, auf wiedersen alles! 
L'Allemagne vient de décider que son demain doit être dégagé de tout déchet nucléaire, qu'il y a d'autres sources d'énergie et d'autres comportements pour le bien être commun que l'énergie nucléaire.
Le gouvernement de Madame Merkel a voulu tous entendre et informer: les entreprises, les syndicats, les oppositions politiques, les Régions, les municipalités.
La décision qui en ressort est historique: en 2022 tout réacteur nucléaire en Allemagne sera éteint et ce grand pays ne produira même pas un kWh par cette source là.

Je pense à l'Italie, à son gouvernement, aux privilèges des politiques, aux montagnes d'argent jeté, au nucléaire qui sera imposé malgré le 85% de citoyens soient contraire...je me sens triste, de moins en moins italien, même un peu moins européen.

Grand Envie d'Allemagne.

mercredi 4 mai 2011

Liberty, security et similia

"Those who give up liberty for the sake of security deserve neither liberty nor security."

Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita né la libertà né la sicurezza.

Benjamin Franklin

Let's say therefore a lot of conservatives in Western world don't deserve neither their selfish liberty nor their fake security!
Security and liberty...the most preminent items in our 21st century society, they keep telling us...what about openmindness, respect, worthiness, equality, solidarity, brotherhood?

Dipendenza...?



Curioso osservare la posizione di tabacco ed alcol, rispetto alle droghe leggere, per quanto riguarda danni e dipendenza...
Certo, è notorio, vecchio come il mondo. L'informazione (da rigoroso studio internazionale pubblicato su The Lancet) andrebbe però diffusa e condivisa, dovrebbe infine diventare conoscenza comune, stimolo per nuove soluzioni legislative, bando di taluni personaggi dai palcoscenici pubblici (Giovanardi I il Rozzo, per esempio).

vendredi 4 mars 2011

Uno Stato snello e capace (3)

Educazione
Equiparazione dell'offerta formativa e degli organici della scuola dell'obbligo italiana ai parametri delle migliori realtà europee (Germania, Francia, Svezia). La scuola pubblica deve essere conseguentemente finanziata. Gli organici (insegnanti e personale ausiliario) vanno formati, aggiornati e retribuiti secondo la media europea. Le scuole paritarie riconosciute, oltre ad uniformarsi ai programmi minimi e allo standard educativo, non possono in nessun modo valersi di contributi pubblici, siano essi statali o locali, come da dettato costituzionale. L'insegnamento della o delle religioni compete la sfera personale e privata, qualora sia manifesta l'intenzione delle famiglie di avvalersene la scuola può attivare corsi extracurriculari oltre il normale orario scolastico, senza che il profitto o la frequenza degli stessi rientri in alcun modo nel giudizio sull'allievo: gli insegnanti sono abilitati dal Miur e retribuiti in quota parte dalle famiglie che si avvalgono del servizio. Il Miur attiva in ogni Istituto Comprensivo almeno un plesso per ogni ordine (materna, primaria, secondaria di primo grado) con tempo scuola normale a 30 ore ed almeno uno con tempo scuola pieno a 40 ore. E' necessario un piano quinquinnale di offerta pubblica di asili nido (e scuole materne) che aumenti la quota di frequentanti dall'attuale 20% al 50%, con rette proporzionate al reddito famigliare e deducibili in toto dalle dichiarazioni dei redditi.
L'educazione specialistica e universitaria pubblica va riformata nella direzione di una maggiore qualità, del merito, della dinamicità. Le università possono avvalersi del concorso finanziario dei privati, accoglierli nei cda, incentivare le commesse private di ricerca. Tutte le assunzioni dei docenti di qualunque grado fino ad ordinario sono valutate e proposte da commissioni scientifiche partecipate da professori di università straniere nella misura di almeno il 30% e basate unicamente su meriti curriculari (principalmente l'attività didattica, le pubblicazioni e l'attività scientifica continuativa). Chi non alimenta sufficientemente e continuamente questi ultimi decade, come chi non raggiunge un monte ore di insegnamento adeguato, come chi non attrae un numero sufficiente di iscritti al proprio corso per 3 anni consecutivi. Nessun docente può considerarsi idoneo per assunzioni in atenei che accolgono un loro familiare. Qualunque docente abbandona inderogabilmente la cattedra che detiene al compimento del 65° anno di vita. Va semplificato ed incoraggiato l'inserimento di studenti e docenti non italiani (via borse di studio e facilitazione permessi di soggiorno) come l'obbligatorietà del soggiorno e studio/insegnamento dei docenti universitari italiani in università straniere per un numero minimo di 3 anni. Qualunque attività di insegnamento di docenti senza cattedra (dottorandi, ricercatori, assistenti, ecc.) va riconosciuta curricularmente e retribuita adeguatamente. Lo Stato concorre con i finanziamenti a calmierare le tasse universitarie e predisporre borse di studio per quegli studenti meno abbienti che risultino in regola con gli esami sostenuti e con le votazioni ottenute: ai fuoricorso, come a chi non ottiene una media voto adeguata, si applicano rette non sostenute dai finanziamenti statali. Gli edifici universitari e i luoghi di studio connessi devono potenziare ed allungare gli orari di accesso. Va sostenuta e tutelata adeguatamente la produzione e commercializzazione di brevetti, di origine universitaria, i cui benefici vanno ripartiti percentualmente tra ricercatore/ricercatori, università/dipartimento di appartenenza e Miur che obbligatoriamente reinveste nel sostegno alla produzione di brevetti.

Test PISA 2006

Evaluation des competences des écoliers italiens (de 15 ans) selon l'école.



 depuis www.lavoce.info

mercredi 2 mars 2011

Sublime Bondi

Nessuno lo sostiene, manco i suoi. Vuole tempo per la famiglia. Il capo sa tutto e a breve risolverà. Il cuore spezzato e l'animo sofferente, il gentil Fra Dolcino de' noartri fa tenerezza se non fosse che è incapace (lo dice lui stesso) e che dovrebbe parlare di dimissioni al Capo dello Stato prima che a un giornalucolo scritto male qualsiasi, in quanto solo il Capo dello Stato elegge e dichiara decaduto un ministro.
Chissà il Presidente del Consiglio che coniglio estrarrà dal cilindro per sostituirlo: non fosse che deve puntellare la fragile maggioranza, per cui premierà in un valzer tourbillon di posti qualche neo fedelissimo, ci saremmo aspettati Povia (così difende anche la famiglia) o almeno Mora.
E' anche vero che in quel posto ci andò pure la Melandri, ad essere onesti.
Quindi viva Bondi, viva Povia!

Uno Stato snello e capace (2)

Rappresentanza, Amministrazione, Elezione:
1) Elettorato attivo tra i 16 e i 75 anni, elettorato passivo tra i 20 e i 75 anni. Le eccellenze del paese potranno dedicare esperienza e competenze ad associazioni, fondazioni, ricerche e studi, liberando spazio nelle sedi amministrative. Non è possibile il passaggio dal corpo giudiziario a quello legislativo se non una sola volta (un magistrato può essere eletto in parlamento ma decade e non può tornare al suo ruolo precedente). Camera dei Deputati ridotta a 200 eletti (meno di un terzo della attuale), Senato delle Regioni con 100 eletti (in rappresentanza di ogni regione e della sua demografia, da un massimo di 6 a un minimo di 2 eletti per regione). La materia di intervento è separata, necessario il doppio passaggio o l'assemblea comune solo per difesa/guerra, modifiche costituzionali (maggioranza 2/3 più uno), elezione presidente repubblica. Ciascun eletto non può partecipare a più di 3 legislature, complete o parziali, indipendentemente dalla camera. Ciascun eletto non può abbandonare il soggetto politico nelle cui fila è stato eletto, pena le dimissioni obbligatorie e il subentro del primo dei non eletti dello stesso soggetto. Gli emolumenti totali a beneficio degli eletti non possono superare la media degli emolumenti degli eletti nei paesi della Comunità Europea. Gli eletti di ogni ordine e grado aderiscono obbligatoriamente all'anagrafe degli eletti, pubblica e completa di dati patrimoniali personali e famigliari. Non è prevista alcuna facilitazione ai fini previdenziali. Nessun non eletto può più godere di spazi, risorse o personale per svolgere attività politica o di rappresentanza (uffici, segretarie, auto blu...). Alla presidenza delle Camere obbligatoriamente un esponente delle opposizioni, scelto e votato esclusivamente dalle stesse opposizioni.
2) E' abolita ogni forma di finanziamento pubblico ai soggetti politici, partiti o altro, sotto qualunque fattispecie, anche di rimborso elettorale o altro. Come peraltro deciso da un referendum anni fa. Il finanziamento privato agli stessi soggetti, con soglia massima da stabilire, è consentito e regolamentato con pubblicazione obbligatoria di nomi e cifre.
3) Riduzione delle Provincie alle sole aree metropolitane con numero di abitanti superiori a 500,000 (ad oggi 8 o 9). Riduzione e accorpamento dei Comuni alla soglia demografica minima di 5,000 individui (dagli oltre 8,000 attuali si scenderebbe a meno di 1,000). Soglia di deficit e debito di qualunque amministrazione intermedia (Regione, Provincia, Comune) fissata nel 5% massimo, impossibilità di servirsi di strumenti finanziari speculativi, non ricandidabilità di presidenti, assessori e consiglieri che finiscano un mandato con deficit certificato da soggetto terzo ed indipendente. Il numero massimo di amministratori in ogni entità è fisso, inderogabile e limitato. Le consulenze esterne devono essere votate dai 2/3 più uno dei consiglieri, giustificate dall'assenza certificata di risorse interne all'ente e comunque non incidenti sul bilancio dell'ente oltre una soglia percentuale massima molto limitata.

Uno Stato snello e capace

Quante volte ho ascoltato la considerazione "in Italia ci sono 500.000 persone che vivono direttamente di politica e quasi 3.000.000 che ne vivono indirettamente" e mi dicevo che l'aberrazione di un 5% della popolazione legato a filo doppio alla generica amministrazione del bene pubblico, con il grado di corruzione, clientelismo, nepotismo e pressioni indebite che quasi fisiologicamente ne deriva, non poteva essere tollerabile. In un paese peraltro in cui manifestamente la cosa pubblica non funziona, gli sprechi sono indecenti, la burocrazia è bizantina e fonte di enorme inefficienza, le priorità di spesa sono inafferrabili fuori di una logica clientelare e di sostegno al consenso e al potere consolidato. La cultura, la formazione e la ricerca sono in via di smantellamento, il potere giudiziario non funziona, il potere legislativo è nominato e quasi inesistente, i consigli di amministrazione pubblici ridondano di individui presenti in decine di essi e senza motivi manifesti di merito e competenza, le società partecipate dallo Stato sono foraggiate dai cittadini e ridistribuiscono agli azionisti più diversi il maltolto, spesso fornendo servizi inadeguati (la vecchia Alitalia, le FS, le Poste, la stessa Eni, Enel e mille altre), e via dicendo di un Paese che potenzialmente meriterebbe ancora il grado di potenza economica d'eccellenza e nella realtà quotidiana spreca tutto e si ritrova in posizioni mediocri in tutte le rilevazioni internazionali di efficienza, merito, trasparenza, addirittura libertà. E poi il fisco, l'evasione e l'elusione, il lavoro nero,...

Che fare?

Una proposta minima io l'avrei...